Social Network: quando tutti sono esperti di tutto


Nell’era dei social network, non appena accade qualcosa, tutti sentono il bisogno di dire la loro. Tutti vogliono sembrare competenti su tutto, molto spesso senza esserlo.

Opinione Social Network

Partiamo da un presupposto: i tuttologi mi stanno sul cazzo.

Bene, ora se vuoi puoi continuare a leggere l’articolo.

Va bene, si sa, apparire competenti e informati su ogni cosa ci fa sembrare intelligenti e magari ci fa conquistare la simpatia della ragazza che ci piace. Però quando è troppo è troppo.

È morto “uno”, andiamo su Wikiquote!

Una cosa che non sopporto, per esempio, sono le ore seguenti alla morte di un personaggio famoso. È accaduto recentemente con David Bowie e ancora più recentemente con Umberto Eco.

Facebook, Umberto Eco

Tutti condividono canzoni che non avevano mai sentito prima e citazioni ad minchiam senza conoscerne il significato. Insomma, tutti si esprimono su tutto.

La parola agli imbecilli

Tempo fa Umberto Eco rilasciò un’intervista che fece discutere e fu travisata da tutti. Per chi se la fosse persa, in questo articolo trovate direttamente i chiarimenti dati dallo stesso scrittore qualche giorno dopo. Le sue parole furono riportate dai media come “Internet ha dato la parola agli imbecilli”. Io non voglio addentrarmi in questo discorso, su cui penne molto più autorevoli della mia hanno espresso la loro opinione e sprecato fiumi di parole.

Ciò che è sicuramente vero è che gli imbecilli ci sono sempre stati e sempre ci saranno, solo che prima raccontavano le loro cazzate e la loro visione del mondo a pochi amici al bar, ora invece dispongono di uno strumento potentissimo per raggiungere le masse, Internet.

Io sono molto attivo sui social e probabilmente qualche volta sembrerò idiota a chi mi legge. Ciò che è sicuro, però, è che se vedo una notizia qualunque che parla di qualcosa che non conosco, non do giudizi affrettati.

Probabilmente l’inquilino più pericoloso dei social network è quello che crede a qualsiasi bufala ed esprime il suo giudizio basandosi soltanto sui titoli, senza magari avere letto il contenuto degli articoli.

Il mio consiglio, a questo proposito (sembra banale, ma per molti non lo è) è quello di leggere, accertarsi delle fonti ed informarsi su un determinato argomento prima di fare dei processi sommari o comunque di dire la propria.

Se ti capita di vedere nel tuo news feed un post sulla nuova riforma costituzionale, o sei ferrato in materia oppure devi semplicemente farti i cazzi tuoi.

Non devi per forza esprimere la tua opinione. Nemmeno Einstein sapeva tutto. Siamo esseri umani, non archivi di dati e per quanto intelligenti, colti e “superfiki” (per usare questa parola ho ottenuto il permesso di Rudy Bandiera) non possiamo sapere tutto.

Un’ultima cosa

Se credi che in questo post abbia usato troppe parolacce, anche in questo caso puoi prendertela con Rudy. È colpa sua. Ho le prove!

C’è una sola differenza: lui dice “col casso” perché è ferrarese, io dico “col cazzo” perché sono siciliano (in questo modo si spiega anche l’utilizzo corposo del termine, poetico a mio avviso, “minchia” e di tutte le sue declinazioni).

Visto che i social sono la proiezioni di noi stessi, è giusto scrivere le parolacce come le diremmo parlando con gli amici oppure è un luogo che deve essere tutelato dalle volgarità, in quanto pubblico? Oggi spacco l’opinione pubblica, lo so :D#divanONE #Video

Pubblicato da Rudy Bandiera su Lunedì 18 gennaio 2016


 

Dunque la parolaccia edulcora le storie e le rende più avvincenti. E ora condividi questo articolo sui social se non vuoi che te ne dica un paio 😉

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