Facebook Instant Articles arriva in Italia


Se 8 secondi sono troppi per caricare una notizia sul web, Facebook ha trovato la soluzione lanciando Instant Articles, si tratta di una nuova funzionalità che ha come scopo quello di “embeddare” gli articoli direttamente sul social network, in modo da velocizzare il caricamento della pagina web e permettere agli utenti di leggere una notizia il più rapidamente possibile.

Dopo una serie di test, Facebook ha iniziato a coinvolgere i quotidiani americani e internazionali, portando il progetto anche in Italia. Lo scopo del social network è rendere l’esperienza ancora più rapida e tramite la piattaforma social questo è possibile.

Ogni giorno milioni di persone condividono i post e gli articoli sui social network, Facebook vuole velocizzare la lettura rendendola ben 10 volte più veloce del normale. Anche gli editori hanno un vantaggio, infatti questi possono vendere pubblicità all’interno dei post, proprio come sul loro sito web e ovviamente trattenere il 100% delle entrate.

Inoltre, coloro che hanno degli spazi invenduti possono metterli a disposizione dell’Audience Network di Facebook, e dare la possibilità al social network di scegliere la pubblicità più adatta in base alle offerte ed al contenuto del post. Una funzionalità che somiglia tanto a Google Adsense, un altro segno che Facebook vuole competere con Google, ma staremo a vedere come reagirà a tutto questo Big G e soprattutto, come reagiranno gli autori.

Instant Articles sarà disponibile per tutti coloro che vorranno usarlo in modo completamente gratuito, ovviamente questo è possibile dove è presente Facebook e la piattaforma social non è bloccata dai governi. In Spagna, per esempio, potrebbe presentarsi una problematica, proprio come accaduto con Google News, questo servizio di Facebook potrebbe fallire in partenza per questioni legate ai “diritti d’autore“.

Non ci resta quindi che attendere, per scoprire le reazioni degli editori, anche se probabilmente sul territorio spagnolo sarà un fallimento in partenza per colpa della legge. E in Italia funzionerà? Io credo di sì! Staremo a vedere.

Fonte: tecnologia365.it

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